Nuove dipendenze patologiche. Energy drink, alcol e i nostri ragazzi….

Underage_drinkingSul fatto che gli energy drink, bevande come è noto ampiamente supportate da imponenti campagne pubblicitarie, fossero tutt’altro che salutari un dubbio era sorto a tutti gli operatori del settore. Oggi arriva la conferma: gli energy drink, tanto di moda tra gli adolescenti sono pericolosi non solo per le persone con glicemia o pressione alta ma anche per i giovani sani che svolgono una vita normale.

La rivista ‘Pediatrics’ ha reso noto uno studio (pediatric.aappublications.org) in cui sono state analizzate le abitudini di consumo di queste bevande che contengono dosi eccessive di caffeina e taurina. L’alta concentrazione delle sostanze eccitanti provoca – proprio per le eccessive quantità – effetti indesiderati e  incontrollabili come palpitazioni cardiache, attacchi epilettici, infarti e anche morte improvvisa. In ogni caso il giovane che ne consuma denota scarso controllo delle propria azioni.

Gli energy drink e, come vedremo di seguito, l’acol vengono considerati dagli esperti come ‘droga ponte’, una sorte di passaggio da una sostanza dannosa ad un’altra più pericolosa. Ciò perchè il consumo crea dipendenza e funge da  ‘rito di iniziazione’ alle droghe leggere.

Passando al consumo di alcol secondo l’Istituto Superiore di Sanità gli adolescenti bevono sempre più e cominciano sempre prima per socializzare e per ignoranza dei rischi legati all’assunzione. Stiamo tirando su una generazione alcolica, una gioventù ubriaca. E stavolta non è una questione di moralismi o allarmismi, perchè solo a leggere i dati che riguardano il rapporto fra ragazzi italiani e i drink, l’hangover (i postumi dell’ubriachezza) è assicurato. L’ISS spiega che l’emergenza è proprio nei numeri. I punti critici sono molti: l’8% della popolazione italiana è composta da minori con comportamenti a rischio. Ecco un dato choc: in Italia la prima assunzione di alcol (l’niziazione) è fissata a 11 anni! Il 15% delle intossicazioni alcoliche riguardano minori e gli incidenti correllati all’uso di alcol sono la loro prima causa di morte; infine nelle ragazze sotto i 14 anni con comportamenti a rischio aumenta la possibilità di contrarre un tumore alla mammella.

Nonostante il fatto che finalmente si è riusciti a portare a 18 anni l’età minima di somministrazione e vendita degli alcoolici, i nostri giovani si procurano con facilità da bere senza curarsi del fatto che l’alcol non è un alimento e che per loro è molto pericoloso. C’è sicuramente maggiore disponibilità rispetto al passato: ingressi free-drink, happy hour proposti un po ovunque, formule dannose come ‘as-much-as-you-can… Importante poi analizzare la situazione dal punto di vista generazionale considerando che per i maschi bere è sfida, sperimentazione mentre per le femmine una sorta di edonismo da emulazione. Per quest’ultime inoltre vale anche una compensazione da effetto-dieta, difatti spesso le ragazze bevono a volontà durante il week-end e spesso a stomaco vuoto. E’ sicuramente un’abitudine a rischio  che crea problemi a livello epatico perchè a tavola almeno si è ‘protetti’ dal cibo. La quota di 14-17enni che consuma alcol fuori dai pasti è quasi al 20% e in casi particolari di fragilità emotiva si arriva alla ‘drunkoressia’, la sostituzione del pasto con soli alcoolici!

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Gli energy drink e l’acol sono un vero e proprio ‘lubrificante sociale’ e quindi un grande business. Dei 300 milioni di € di pubblicità del settore (chi di noi non vede un gran premio di F1 o uno spot su giovani che bevendo mettono le ali…) ben 70 vengono veicolati sui social network. Il bersaglio è l’adolescente in cerca di sballo o meglio di… sicurezza. Beve e socializza senza considerare che l’alcol contiene sostanze psicotrope che alterano lo stato fisico. Diventa in tal modo pericoloso per se e per gli altri.

Tutto ciò ci deve fare meditare sulla responsabilità di noi adulti che adesso ci allarmiamo per i comportamenti dei nostri giovani quando il controllo sociale non esiste. Adesso corriamo ai ripari.

Abbiamo accennato all’effetto legato ad alcol e energy drink definito di ‘droga ponte’. Oggi la fascia maggiormente interessata alle ospedalizzazioni è quella degli over 30! Si tratta di persone che hanno iniziato a bere in adolescenza. Sono passati poi alle droghe ed oggi si trovano ad affrontare una vita magari dopo avere subìto un evento ictale. ‘Vivi Sano Onlus’ lavorerà in stretta collaborazione con ALICe Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) per fare insieme una sana prevenzione sugli stili di vita a favore della salute pubblica.

Ma torniamo ai nostri giovani e al concetto di ‘droga ponte’. Ubriacarsi o cosumare energy drink in quantità eccessive in giovane età fa innalzare la soglia di tolleranza e quindi anche la percezione dell’ebbrezza. Tutto ciò porta ad ‘alzare il tiro’ e a consumare altre droghe: cannabis prima, cocaina poi. Una sorte di ponte come passaggio da una sostanza dannosa che crea dipendenza a un’altra ancora più pericolosa.

Per finire andiamo in Europa! Il pub’s crawl – giro ossessivo di tutti i pub che Londra e Glasgow hanno istituzionalizzato,  il botellon – piazze spagnole utilizzate per bevute pubbliche collettive, l’eye balling – l’ultima goccia di una bottiglia bevuta si versa in un occhio per aumentare l’effetto sballo e chiudiamo in bellezza con il balconing – tuffo in piscina dalla camera di albergo delle località di vacanza. I riti sono tanti ma è evidente che le conseguenze sono sempre le stesse…

Vivi Sano Onlus’ a fine anno lancerà una campagna divulgativa e informativa sulle nuove dipendenze patologiche e sui pericoli connessi al bere (energy drink e alcol) tra i giovani. Il progetto ‘Vivi Sano, Ti diamo noi una mano’ che ha ottenuto il punteggio massimo tra le iniziative presentate in relazione al bando dell’Assessorato regionale della famiglie e delle politiche sociali coinvolgerà tre Istituti della Città di Palermo. I nostri operatori sono a vostra disposizione.

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